La carriera di Alex Del Piero, dall’inizio alla fine

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Scritto e ideato da Nico Foglieni

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I campi erano le tele che dipingeva con piedi fini, delicati e veloci; i suoi tiri erano parabole dipinte da un artista del pallone; in campo era bello ed elegante come un quadro di Leonardo. Lui aveva due piedi da artista con riuscì ad incantare persino il Bernabeu, lui è l’eterno Alex Del Piero: Pinturicchio.

GLI INIZI

L’esordio nel Padova e l’affermazione nell’amata Juve.

La carriera di Alex inizia nel 1988 nelle giovanili del Padova, venendo inserito nella categoria Allievi under-17. Dopo 3 anni di gavetta arrivano le prime presenze in B: in 2 anni colleziona 14 presenze e 1 gol. Nel 1993, viene acquistato dalla sua amata Juve, aprendo così un ciclo che porterà Alex ad essere incoronato tra i migliori Bianconeri di sempre. Con l’arrivo di Lippi sulla panchina delle Zebre, complice anche un infortunio di Baggio, Pinturicchio è schierato con continuità tra i titolari. Qui inizia ad affermarsi grazie ad un dribbling, una velocità e un tiro superbi; tutto ciò lo dimostra il 4 dicembre 1994 quando, contro la Fiorentina, realizza il gol più bello della storia juventina: un pallonetto al volo che entra deliziosamente in rete. A fine stagione conquista il trio Scudetto-Coppa Italia-Supercoppa italiana e ottiene le prime convocazioni in Nazionale.

Del Piero al Padova

GOAL, ALLA CONQUISTA DEL MONDO

La Champions e l’ascesa tra i migliori.

Nella stagione 1995-1996 fa’ parte del magico trio d’attacco Ravanelli-Vialli-Del Piero. Grazie alla straordinaria potenza offensiva le Zebre approdano in finale di Champions League contro l’Ajax di Luis Van Gaal dove, dopo l’1-1 dei tempi supplementari, a vincere è la Juventus che alza al cielo la coppa dalle grandi orecchie dopo la lotteria dei rigori. Lo stesso anno viene vinta l’Intercontinentale e la Supercoppa Uefa in cui sono determinanti le pennellate di Pinturicchio che puntualmente si infilano in rete. Proprio grazie alla facilità con cui segna e fa’ segnare i compagni, nel ’95 e nel ’96 arriva 4° nella classifica del Pallone D’oro, semplicemente superbo.

Del Piero con la Coppa delle grandi orecchie in mano

TRA TROFEI E INFORTUNI

L’esodo fisico prima della fascia da capitano.

L’anno successivo alla conquista della Champions la Juve è ancora in finale ma stavolta senza Alex che, a causa di un infortunio, è lasciato in panchina. L’assenza è determinante: sconfitta per 3-1 contro il Dortmund e ritorno a casa senza trofeo. Passano 2 anni in cui vince 2 Campionati, 1 Coppa Italia e nel ‘98 è persino capocannoniere della Champions con 10 gol, oramai è il perno fondamentale della squadra. Ma quando la macchina Bianconera sembra inarrestabile ecco che il perno viene tolto: un infortunio di Del Piero al legamento crociato anteriore e posteriore. Ciò rende altalenanti le sue prestazioni; così, priva del suo asso, la Juve di Carlo Ancelotti non vince nulla per 3 anni. Celebre lo Scudetto perso a Perugia l’ultima di campionato nel 2000 con la Lazio che trionfa.

Zidane, Davids e Alex a inizio 2000

IL RITORNO NELL’OLIMPO DEL CALCIO

Alex si riprende e il calcio torna a gioire.

Con il ritorno di Lippi alla guida dei Bianconeri nell’estate del 2001 torna anche il fenomenale Pinturicchio; sul campo, la sua tela, dipinge azioni e gol da antologia. Promosso a capitano nel 2001 ha la fortuna che questa volta l’ultima di campionato gli sorride: il 5 maggio 2002 l’Inter cade in casa della Lazio, la quale arriva alle spalle degli uomini di Capitan Alex. Dal 2002 al 2004 vince un altro campionato, 2 Supercoppe. Ottiene l’accesso alla finale di Champions nel 2003 purtroppo persa contro il Milan ma stavolta i rigori sono avversi alla Juventus che ne sbaglia addirittura 3. Tutto ciò prima dello scandalo che lo porta in B.

IL MONDIALE 2006

Siamo campioni. 

È il 2006, in Germania si giocano i mondiali e il CT Lippi si gioca la carta Alex. Non è un titolare, parte dall’inizio solo con l’Australia, ma da sostituto spacca sempre la partita. Quando è in campo gli Azzurri hanno il loro artista del pallone che dipinge gioco. Il momento migliore è contro la Germania in semifinale, al 120′ Gilardino lo serve in area e a tu per tu con Kahn non sbaglia, segna il 2-0 e conduce la Nazionale a Berlino. Il 9 di luglio, il giorno della finale, non sbaglia il rigore contro Barthez e festeggia la vittoria della Coppa del Mondo.

Del Piero festeggia il suo 2-0 alla Germania

LA CONDANNA IN B E IL BERNABEU

Dall’infernale Calciopoli alla standing ovation.

Revocato lo Scudetto vinto nel 2005 per la stagione 2006-2007 la Juventus retrocede, ma un cavaliere non la lascia mai la sua, anziana, signora, così Del Piero resta a Torino. Grazie ai gol di Alex e Trezeguet le Zebre tornano subito in Serie A. L’anno dopo conquista, per l’unica volta in carriera, la classifica dei capocannonieri con 21 gol in 37 partite. Il 5 novembre 2008, al Santiago Bernabeu il grande Real sfida la sfavorita Juventus. Ma si sa, nel calcio, tutto è possibile e così Pinturicchio sforna la tela più bella della sua carriera: doppietta e passaggio del turno con un 2-0 che fa scalpore nella capitale spagnola. A 30 secondi dalla fine viene sostituto e il Bernabeu intero applaudisce quel diamante che quella sera ha brillato più di una supernova. “Ad un certo punto, durante quegli attimi, mi sono chiesto se stavano davvero applaudendo me. È stato un istante unico, come vincere un trofeo.” (A. Del Piero)

L’ULTIMA TELA

Pinturicchio se na va tra le lacrime.

Gli anni passano, Alex continua a sfornare gol a giro ma i trofei non arrivano. Arriva quindi l’atto finale, l’ultima stagione con la Juventus, ma i campioni veri quando escono dal ring per l’ultima volta lo fanno con stile, e così fa anche lui. Con l’ex compagno Antonio Conte in panchina i Bianconeri ritrovano nel 2012 lo scudetto, il 28° della loro storia. Il 13 maggio è storia: contro l’Atalanta gioca la sua ultima partita in bianconero e confeziona la sua ultima perla segnando il 290° gol per le Zebre, record. L’ultimo quadro dipinto sotto la casa torinese da parte di Pinturicchio. Lascia così la Juventus da campione, con il record di gol e presenze e un marchio indelebile nel cuore di tutti noi italiani. Vola quindi a Sydney dove trascorre due anni tra gol e assist ma senza vincere alcun trofeo e posizionandosi a metà classifica. Le ultime tele di Pinturicchio sono 10 presenze nel campionato indiano con i Delhi Dynamos prima di concludere la sua straordinaria carriera.

Alex che festeggia il suo ultimo gol con la Juventus

Si scrive “Alex Del Piero” si legge “l’artista del pallone, l’Azzuro pittore che dipingeva le sue tele con gol superbi”. Perché quelli di Pinturicchio non erano tiri, erano traiettorie dipinte da un piede fine e magico; non erano dribbling, erano delle pennellate veloci che lasciavano di stucco gli avversari; non era uno dei tanti giocatori, lui è stato tutto, l’alfa e l’omega juventino, il principe azzurro che proteggete e condusse alla vittoria la sua, Vecchia, Signora. E un po’ il cuore mi si riempie di nostalgia se penso che un artista come lui non lo vedremo mai più. Ma vabbè, io da questa nostalgia mi ci faccio cullare per tornare con la mente a quando era il più forte. Nostro unico, eterno e nostalgico Del Piero.

Alex che saluta da leggenda del calcio tutti i tifosi della Juventus

Con la collaborazione di Nico Foglieni

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